Unica rappresentante della famiglia dei Fasianidi nidificante sulle nostre montagne.
Uccello di medie dimensioni i cui aspetti morfologici più interessanti sono senza dubbio le
zampe ed il becco rosso intenso, il sottogola bianco bordato di nero e le splendide penne dei fianchi
dalle caratteristiche striature bianche e brune alternate. Il colore dominante del piumaggio è
comunque il grigio ardesia.
Il dimorfismo sessuale è impercettibile e limitato alle dimensioni, il maschio leggermente più
grosso può raggiungere gli 800 grammi di peso.
Il volo teso e discendente e le ali corte e completamente grigie la distinguono facilmente dalla pernice
bianca, con la quale soprattutto nel periodo estivo condivide in parte i territori.
Abita quasi esclusivamente le praterie esposte al sole, intervallate da affioramenti rocciosi e solchi
vallivi.
Difficilmente si ripara nel bosco prediligendo sempre superfici aperte.
La fascia altitudinale preferita è compresa tra i 1900m e i 2600m, durante i mesi estivi può
raggiungere anche quote superiori.
Non possedendo i particolari adattamenti morfologici utili alla sopravvivenza nell’ambiente alpino
tipici dei Tetraonidi, sfugge le basse temperature, ma soprattutto la neve, che le impedisce un efficace
ricerca del nutrimento.
Durante l’inverno preferisce quindi scendere di quota o compiere brevi migrazioni dell’ordine
di alcune decine di chilometri cosi da raggiungere luoghi a lei più ospitali.
Si nutre essenzialmente di frutti e germogli di piante selvatiche non disdegnando nel periodo estivo
anche insetti, come formiche e cavallette.
E’ un uccello monogamo , le coppie si formano durante l’inverno e a tarda primavera occupano
i territori riproduttivi.
Il nido non è altro che una semplice buca rivestita di piume e steli d’erba allestito a ridosso
di rocce o arbusti su pendii spesso molto ripidi e inaccessibili.
Le uova bianche leggermente macchiate di bruno sono deposte in numero variabile da 6 a 14 e covate dalla
sola femmina.
Durante il periodo riproduttivo il maschio difende con grande autorità il suo dominio, segnalando
la sua presenza più volte durante la giornata con il ripetitivo canto metallico; dopo la schiusa
, comportamento non comune con gli altri nostri Galliformi montani, accompagna la covata, talvolta fino
al tardo autunno.
La vita delle coturnici è molto difficile e ricca di pericoli: inclemenza del clima, malattie,
disturbo antropico e predatori , come i Rapaci, la Volpe e i Mustelidi.
Un tempo molto più diffusa nelle valli del Parco
dello Stelvio, era facile incontrarla anche non lontano dal fondovalle, ora l’eccessivo rimboschimento
e i numerosi insediamenti umani l’hanno relegata quasi esclusivamente oltre il limite superiore
della vegetazione.
Nei luoghi più vocati è comunque discretamente presente:
versanti meridionali quindi, da Livigno alla Val Fraele di Cancano,
dalla Val Zebrù alla valle dei Forni, a Valdisotto e per finire nell’ottima
Val di Rezzalo a Sondalo.
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Aves (Uccelli)
Ordine: Galliformes (Galliformi)
Famiglia: Fasianidae (Fasianidi)
Genere: Alectoris
Specie: Alectoris graeca
Sottospecie: A.g.saxatilis
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