Il gallo forcello è il tetraonide di maggiori dimensioni nidificante
regolarmente nel settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio.

"Gallo Forcello" - Foto vincitrice del concorso Parco Stelvio 2005
Immagine di Marco Andreola - Flash Photo Bormio - Via Milano
La specie presenta un marcato dimorfismo sessuale :
i maschi di dimensioni maggiori , possono raggiungere i 1500 grammi di peso, piumaggio nero con riflessi
blu , sottocoda e specchio alare bianchi .
Le femmine non superano il chilogrammo ed il loro piumaggio è essenzialmente marrone con toni più
o meno chiari, complessivamente molto mimetico.
L’abito dei giovani è molto simile a quello delle femmine fino al mese di agosto, in seguito
compaiono nei maschi le prime piume nere.
Il forcello è una specie poligama. Il periodo riproduttivo ha inizio gli ultimi giorni di marzo
quando i maschi riunendosi in gruppi più o meno numerosi danno luogo a mattutini scontri, spesso
molto cruenti, per stabilire il gallo più forte degno di fecondare le femmine. I luoghi in cui
si svolgono queste parate chiamate “Arene di canto” sono gli stessi ogni giorno
e normalmente mantenute anche per molti anni consecutivi.
Assistere a questo spettacolo è indubbiamente molto emozionante, bisogna comunque ricordarsi
sempre che la nostra presenza può arrecare grande disturbo soprattutto i primi giorni di maggio
quando le femmine visitano l’Arena. Evitare quindi di recarsi per più giorni consecutivi
sulla stessa arena è essenziale! Stare nascosti e a distanza è raccomandabile.
Le femmine alcuni giorni dopo la fecondazione allestiscono il nido, a terra, spesso celato tra i ginepri
o rododendri, al riparo nel bosco o anche all’aperto in radure assolate.
Le uova, giallo pallido finemente macchiate di bruno, sono normalmente da 4 a 10 e covate dalla sola
femmina per circa 4 settimane.
Durante la cova la femmina abbandona le uova solo il tempo necessario per nutrirsi.
Nonostante tutte le attenzioni della madre molti nidi vengono trovati e le uova distrutte dai predatori,
essenzialmente volpe e mustelidi ma anche corvidi
e roditori.
Con la nascita non si esauriscono i pericoli ,oltre i predatori anche le condizioni metereologiche influiscono
sulla crescita dei giovani: piogge intense, temperature rigide o addirittura la neve possono distruggere
intere covate.
Gli individui adulti devono temere in modo particolare anche i rapaci , l’aquila
reale in modo particolare.
Non solo predatori e clima , anche l’uomo influisce sulla sua densità: disturbo antropico
in particolare sci fuoripista, piste da sci, cavi sospesi ed eccessivo prelievo venatorio.
L’habitat preferito da questa specie è il bosco, da 1800 metri di quota fino al rodoreto
(distesa di rododendro, mirtilli, ginepri) oltre il limite della vegetazione.
La dieta è costituita essenzialmente da frutti, bacche e germogli, ridotta a soli aghi di abete
e larice durante i mesi invernali e primaverili; in estate e nei primi mesi di vita viene integrata con
insetti e piccole lumache.
Un' ultima curiosità:
per superare i giorni più freddi il gallo forcello si rifugia in cavità scavate sotto la
neve nelle quali la temperatura può mantenersi anche di una decina di gradi superiore all’esterno.
Non molto numeroso, ma è possibile osservarlo comunque in diverse località:
Valle del Gallo e Solena in Valdidentro; Cavallaro, Plaghera e Sobretta in Valfurva; Boeir e Oltoir in
Valdisotto, Val di Rezzalo.
Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Aves (Uccelli)
Ordine: Galliformes (Galliformi)
Famiglia: Tetraonidae (Tetraonidi)
Genere: Tetrao
Specie: Tetrix
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