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Bormio, 26/5/2017

 

“ Il camoscio - Rupicapra „



Con la sua popolazione di quasi 5000 capi il camoscio è l’ungulato più diffuso del Parco.

Immagini camosci nel Parco dello Stelvio Il Camoscio fotografato al Pian delle Marmotte Immagine di un esemplare femmina di camoscio 

A tal punto che sembra inutile per questa specie segnalare gli itinerari più favorevoli al suo incontro. In ogni caso i luoghi più indicati per osservarli in lontananza con l’ausilio di strumenti ottici sono senza dubbio la Valle di Fraele e la Valle dei Forni.

Necessario ricordare che è un animale molto sospettoso, dotato di sensi finissimi e non è solito concedere un incontro ravvicinato con l’uomo. Quindi le solite precauzioni di silenzio e di attenzione non possono che aiutarci.

Vive in branchi anche numerosi preferibilmente oltre la vegetazione arborea raggiungendo sovente le vette e le creste sommitali , pascola sulle praterie d’alta quota e si riposa sulle pareti ripide ed ombrose. Non è comunque un amante delle verticalità più assolute come lo Stambecco. Il Camoscio è adattato a sopravvivere anche agli inverni più nevosi: la conformazione degli zoccoli gli consente di galleggiare sulla neve ed incidere il ghiaccio più di altri animali.

Solo le nevicate più abbondanti lo costringono a scendere di quota, sempre e comunque per il tempo strettamente necessario.

Il mantello durante il periodo estivo è molto chiaro, quasi anonimo, diventa invece molto bello nei mesi invernali, folto e scurissimo.

Maschi e femmine sono molto simili e solo un occhio esperto può distinguerli a distanza. Le dimensioni si equivalgono, raramente il peso supera i 40 Kg.

Entrambi i sessi sono forniti di corna, queste però sono leggermente differenti, tranne eccezioni, più grosse ed uncinate nei maschi, più sottili e meno uncinate nelle femmine. Le corna, cave e perenni, crescono nei primi anni di vita di alcuni centimetri, successivamente solo di qualche millimetro. La crescita non è continua,ma subisce delle pause in corrispondenza dei periodi invernali, tali interruzioni dovute a fattori ormonali e alla carenza di cibo determinano sul corno la comparsa di cerchi di giunzione tra i consecutivi astucci cornei . La conta di questi,conosciuti come “ anelli di crescita ”,consente la stima precisa dell’età dell’animale. Le femmine sono più longeve dei maschi superando non raramente i venti anni di vita.

Classificazione scientifica

  • Regno: Animalia
  • Phylum: Chordata
  • Classe: Mammalia
  • Ordine: Artiodactyla
  • Famiglia: Bovidae
  • Sottofamiglia: Caprinae
  • Genere: Rupicapra
  • Specie: R. rupicapra


La fauna presente nel Parco dello Stelvio:

Schede a cura di Andrea Roverselli, foto di Nicola Bormolini