Bormio, 12/3/2010
Il camoscio nel Parco Nazionale dello Stelvio

Parco Nazionale dello Stelvio

“ Camoscio „
rupicapra

Con la sua popolazione di quasi 5000 capi il camoscio è l’ungulato più diffuso del Parco.

Immagini camosci nel Parco dello Stelvio Il Camoscio fotografato al Pian delle Marmotte Immagine di un esemplare femmina di camoscio 

A tal punto che sembra inutile per questa specie segnalare gli itinerari più favorevoli al suo incontro. In ogni caso i luoghi più indicati per osservarli in lontananza con l’ausilio di strumenti ottici sono senza dubbio la Valle di Fraele e la Valle dei Forni.

Necessario ricordare che è un animale molto sospettoso, dotato di sensi finissimi e non è solito concedere un incontro ravvicinato con l’uomo. Quindi le solite precauzioni di silenzio e di attenzione non possono che aiutarci.

Vive in branchi anche numerosi preferibilmente oltre la vegetazione arborea raggiungendo sovente le vette e le creste sommitali , pascola sulle praterie d’alta quota e si riposa sulle pareti ripide ed ombrose. Non è comunque un amante delle verticalità più assolute come lo Stambecco. Il Camoscio è adattato a sopravvivere anche agli inverni più nevosi: la conformazione degli zoccoli gli consente di galleggiare sulla neve ed incidere il ghiaccio più di altri animali.

Solo le nevicate più abbondanti lo costringono a scendere di quota, sempre e comunque per il tempo strettamente necessario.

Il mantello durante il periodo estivo è molto chiaro, quasi anonimo, diventa invece molto bello nei mesi invernali, folto e scurissimo.

Maschi e femmine sono molto simili e solo un occhio esperto può distinguerli a distanza. Le dimensioni si equivalgono, raramente il peso supera i 40 Kg.

Entrambi i sessi sono forniti di corna, queste però sono leggermente differenti, tranne eccezioni, più grosse ed uncinate nei maschi, più sottili e meno uncinate nelle femmine. Le corna, cave e perenni, crescono nei primi anni di vita di alcuni centimetri, successivamente solo di qualche millimetro. La crescita non è continua,ma subisce delle pause in corrispondenza dei periodi invernali, tali interruzioni dovute a fattori ormonali e alla carenza di cibo determinano sul corno la comparsa di cerchi di giunzione tra i consecutivi astucci cornei . La conta di questi,conosciuti come “anelli di crescita”,consente la stima precisa dell’età dell’animale. Le femmine sono più longeve dei maschi superando non raramente i venti anni di vita.

Classificazione scientifica

Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Mammalia
Ordine: Artiodactyla
Famiglia: Bovidae
Sottofamiglia: Caprinae
Genere: Rupicapra
Specie: R. rupicapra



La fauna presente nel Parco dello Stelvio:

Schede a cura di Andrea Roverselli

L' Aquila Reale (aquila chrysaetos)

Il Camoscio (rupicapra)

Il Capriolo (capreolus)

Il Cervo (cervus elaphus)

La Coturnice delle Alpi (alectoris graeca)

L' Ermellino (mustela erminea)

Il Francolino di Monte (Bonasa bonasia)

Il Gipeto (gypaetus barbatus) - Ultimo rilascio

Filmati video sul Gipeto

Il Gallo Forcello (tetrao tetrix)

La Lepre Bianca (lepus timidus)

La Marmotta (marmota)

La Pernice Bianca (lagopus mutus)

Lo Stambecco (capra ibex)

Lo Scoiattolo (sciurus vulgaris)

La Volpe (vulpes)

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