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Bormio, 26/5/2017

 

“ La Reit metri 3075 di Bormio „



Il lato nord di Bormio è circondato e caratterizzato da una barriera naturale di calcare e dolomia la cui cima più alta, con i suoi 3075 m., è il monte Reit. La cresta è disposta in senso E-O e si dirama orizzontalmente per quasi 5 km tra il Passo dell’Ables e il Passo Crap dell’Aquila, stagliandosi imponente sopra Bormio.

Il suo nome deriva dal termine latino laricetum (lariceto) per la fitta presenza di queste piante sul suo versante.

Questa montagna, ai cui piedi sgorgano le nove sorgenti termali che alimentano i centri benessere oggi presenti, è per la maggior parte detritica con pareti e scarpate molto profonde e ripide.

Il lato più occidentale è caratterizzato da un grande ghiaione adagiato sotto l’imponente parete che qui raggiunge uno dei suoi punti più scoscesi. Il profilo di questo settore è caratterizzato anche dal Becco d’Aquila (m. 2496), spuntone roccioso che si erge imponente. Quest’asperità, che ricorda il profilo del becco del grande rapace, si presenta come un massiccio pilastro di roccia a punta che svetta ben riconoscibile sul finire della cresta: sul suo difficile spigolo Sud vi è uno dei più impegnativi tracciati su roccia di tutta la zona. Quest’ardita asperità, con molti tratti su roccia friabile, è quasi verticale e con molti passaggi a strapiombo veramente impegnativi.

Venne percorso per la prima volta nell’agosto 1971 da De Zolt e Partel che, l’anno successivo, compirono anche la prima ascensione invernale.

A circa 600 m. dalla cima, in una depressione, si apre invece il Passo Pedranzini (m.2750) che permette di scavalcare la montagna e raggiungere la I cantoniera dello Stelvio. Il valico venne intitolato al valoroso Pietro Pedranzini che, nel corso della III guerra d’Indipendenza, se ne servì per cogliere di sorpresa gli austriaci asserragliati nella casa cantoniera con i pochi soldati che lo seguirono nell’impresa.

La Reit, come viene semplicemente chiamata dai bormini, per la sua complessità e pericolosità, dovuta anche alla grande friabilità delle sue rocce, raramente viene affrontata dagli alpinisti: i frequenti smottamenti e la caduta sassi ne modificano costantemente i luoghi e le vie. Molto apprezzate sono invece le due passeggiate che si sviluppano sulle sue pendici: la Pedemontana e il sentiero che conduce sino alla grande croce che è posta al terminare della vegetazione e da cui si gode uno splendido panorama sulla conca di Bormio.

Conosci la leggenda dei Maghet della Reit?

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