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Bormio, 26/5/2017

 

“ Le sorgenti del termalismo a Bormio „

I nomi delle nove sorgenti evocano personaggi e popoli dell’antichità anche se la loro origine sembrerebbe risalire solamente ai primi dell’ottocento. Nei documenti precedenti si parlava solamente di acque dei “Bagni di Castello”, dei “Bagni si S.Martino” o, semplicemente, di “Aquae Hospitium Balneorum”.



Le sorgenti che alimentano i complessi termali di Bormio:

Sorgente Arciduchessa:
il nome le è stato dato nel 1590 dopo un soggiorno dell’arciduchessa d’Austria. Nasce a 1406 metri da una ampia frattura del Monte Reit. Ha una portata di circa quattrocento litri al minuto e alimentano le terme del Grand Hotel Bagni Nuovi.

Sorgente di Cassiodoro:
sgorga ad un altezza di 1380 metri in un luogo difficilmente accessibile ed ha un portata media di duecentocinquanta litri al minuto.

Sorgente Cinglaccia:
è la sorgente che alimenta le Terme di Bormio e sgorga dalla roccia in prossimità del fiume Adda. Il nome deriva dal luogo dove zampillano le sue acque e la portata è di oltre mille litri al minuto.

Sorgente Nibelunghi:
come la precedente anche questa fonte non ha mai avuto utilizzo alcuno anche perché scaturisce da un punto quasi inaccessibile sulla parete dolomitica. La portata è di quaranta litri al minuto.

Sorgente Ostrogoti:
sgorga a 1340 metri in una angusta caverna sul monte Reit. Ha una portata di trenta litri al minuto ma finora non è mai stata utilizzata.

Fonte Pliniana:
trae il suo nome da una citazione di Plinio il Vecchio in cui vengono nominate le sorgenti calde in “ Iugis Alpium”. Nasce da una fenditura della roccia presso una grotta costruita nel 1908 a sostituzione della tettoia preesistente fin da tempi remoti. Ha una portata di cento litri al minuto ed è la più radioattiva tra tutte.

Sorgente di San Carlo:
è conosciuta anche come fonte degli occhi in quanto la sua acqua veniva anticamente usata come collirio. Successivamente venne intitolata a S.Carlo, probabilmente nel periodo della peste, periodo in cui allo stesso santo vennero dedicati molti luoghi di culto.
Sgorga a 1370 metri nelle vicinanze dei Bagni Vecchi. La sua portata è di soli 3 litri al minuto ed è un acqua leggermente gassosa in quanto contiene acido carbonico e carbonato ferroso che le conferisce il caratteristico color ocra del suo deposito.

Sorgente di San Martino:
è la più alta di tutte e sgorga da una geode nel calcare dolomitico del Monte Braulio sul fondo di una grotta sotterranea oggi utilizzata come sudatorio.
E’ conosciuta anche con il nome “fonte del principe Umberto” in quanto si narra che venne scoperta il giorno in cui i figli di re Vittorio Emanuele si trovavano in visita ai Bagni di Bormio.
La portata stimata è di duecentocinquanta litri al minuto.

Zampillo dei Bambini:
è chiamata così per la particolarità che l’acqua sgorga da una frattura della roccia dolomitica sotto forma di zampilli. Si trova a 1395 metri di quota e i suoi centocinquanta litri al minuto alimentano i Bagni Nuovi di Bormio.



Approfondimenti sul termalismo a Bormio :