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Bormio, 27/6/2017

 

“ Il Museo Civico di Bormio „



Ha sede nell’antico e nobiliare Castello De Simoni fin dal 1962. L’intera ala nord del palazzo, comprese quelle che un tempo erano le stalle e le cantine del palazzo ospitano ora il Museo Civico di Bormio.

Sono più di tremila gli oggetti raccolti nelle 14 sale tematiche.

Vi sono presenti numerose opere d’arte e, nelle sezioni etnografiche, tantissimi oggetti antichi d’uso comune facenti parte della cultura locale volti a testimoniare la vita e le numerose tradizioni del bormiese.

Nella prima sala vi è presente una raccolta di affreschi e di ritratti in cui sono raffigurati alcuni dei personaggi protagonisti della storia bormiese.

Ci si imbatte infatti nei ritratti di Ignazio Bardea e Alberto De Simoni, il primo storico e sacerdote in Bormio nel XVIII secolo, il secondo nobile giurista dell’epoca Napoleonica.

In questa sala vi è inoltre custodito un frammento di un affresco datato 1180-90 raffigurante Santa Cecilia e proveniente dalla chiesa di Santa Lucia.

La seconda sala, o Salone d’Onore, presenta molti mobili e opere lignee una volta conservate nelle chiese del bormiese. Al suo interno è custodita una copia di quella che è stata definita la Stele di Bormio (IV sec. A.c.), raffigurante l’immagine di due guerrieri e probabilmente dedicata al culto delle acque termali. Curiosi gli astucci di cuoio in cui venivano conservati in viaggio i dispacci che i funzionari del Contado portavano con se nelle missioni diplomatiche. Nella sala vi è anche un ancona lignea del 1600 realizzata da Bartolomeo Paruta sulle cui antine sono raffigurate l’Annunciazione e la Strage degli Innocenti

La terza sala presenta una raccolta degli attrezzi utilizzati per la tessitura del lino e della lana: attività che nel Bormiese rappresentava una delle colonne portanti dell’economia. Sono presenti antichi arcolai filatoi e telai.

Nella quarta sala sono raccolti i quadretti ex voto che i bormini depositavano presso il Santo Crocifisso di Combo in segno di devozione le grazie ricevute. Numerose sono le tavolette di legno dipinto e raffiguranti i fatti di cui i fedeli erano stati testimoni.

La quinta sala, incorniciata da un soffitto a volta affrescato, presenta una raccolta degli oggetti che una volta si trovavano nelle stanze da letto come le culle e gli inginocchiatoi. Curiosa la collezione di ferri da stiro d’epoca.

Si passa quindi nella sesta sala dove sono conservate numerose opere d’arte provenienti dalle chiese della zona.

La settima sale è dedicata ai reperti bellici di ogni epoca. Particolarmente ricca è la raccolta dei residuati risalenti alla I guerra mondiale rinvenuti nelle vicine zone di fronte.

Nella sala otto, nei locali dove un tempo vi erano le stalle e le cantine del Castello, sono state ricostruite le antiche botteghe artigianali con gli attrezzi che un tempo venivano usati dai falegnami e dai ciabattini. Sono presenti infatti numerosi oggetti che quotidianamente servivano per svolgere questi antichi mestieri, quali torni, pialle, seghe e rudimentali trapani.

Nella sala nove vi è una collezione di lumi e lanterne, e degli arnesi necessari alla lavorazione del maiale. Da segnalare le bilance e le stadere che periodicamente, come testimoniano le date impresse, venivano revisionate.

La sala dieci è stata adibita alla ricostruzione di un antico caseificio con tutti gli utensili che servivano alla lavorazione e trasformazione del latte.

L’undicesima sala presenta una raccolta di oggetti che vanno da antichi sci in legno alle carrozze e slitte che un tempo venivano utilizzate per muoversi sulla neve. Vi è anche un antico carro che veniva utilizzato dai pompieri nello spegnimento degli incendi.

Nella sala successiva vi è conservata l’antica diligenza che quotidianamente un tempo fungeva da servizio pubblico tra Bormio e Trafoi attraverso il Passo dello Stelvio.

Nella tredicesima sala sono raccolti gli attrezzi che venivano utilizzati per la coltura e lavorazione dei campi.

Infine, nell’ultima sala vi è la ricostruzione di una cucina corredata da tutte le suppellettili che un tempo vi erano presenti. Interessanti gli strumenti utilizzati per la preparazione casalinga del pane come le madie, le rastrelliere e le gramole.

Sede del Museo Civico di Bormio

Via Buon Consiglio, 25
23032 Bormio (So)

telefono: +39 0342 912236
fax: +39 0342904645



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