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Bormio, 27/5/2017

 

“ Strada statale 300 del Gavia „

L’origine della strada del Passo Gavia è molto antica: sin dal Medioevo si ha testimonianza delle numerose carovane di mercanti che, provenienti dalla Repubblica di Venezia, lo attraversavano per collegarsi alla Via Imperiale d’Alemagna per raggiungere la Germania, il Tirolo e i paesi del nord Europa.

I mercanti, dopo aver valicato il passo e attraversato la Valfurva, giungevano a Bormio ove vi era un’antica dogana per il pagamento dei dazi delle merci che vi transitavano.

L’ascesa al Passo avveniva solitamente con dei muli carichi di merci tra mille pericoli: i numerosi caduti nel tentativo di compiere la traversata fecero si che questo Passo fosse marchiato con l’appellativo di Passo della Testa di Morto.

Questo macabro nome fu diffuso fino al secolo scorso, sottolineando l’amenità e le difficoltà di questo percorso che, è bene ricordarlo, un tempo veniva effettuato in ogni stagione.

Numerosi furono anche i caduti tra i contrabbandieri che utilizzavano il Passo Gavia per i loro commerci: le frequenti slavine e valanghe nonché le improvvise bufere di neve causarono molte vittime in passato.

L’ultimo episodio tristemente famoso legato a questa strada avvenne nel luglio del 1954: un camion dell’esercito con a bordo 18 alpini precipitò da un tornante causando la loro morte.

Notevoli lavori di ampliamento e ristrutturazione vennero realizzati in occasione del primo conflitto mondiale durante il quale, vista la vicinanza della linea di fronte, la strada divenne di fondamentale importanza strategica.

Oggi la strada statale ha subito notevoli migliorie tra cui la realizzazione di gallerie e la completa asfaltatura del tracciato.



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