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Bormio, 30/3/2017

 

“ La strada di Cancano - Via Imperiale „



La prima vera strada venne costruita solamente in occasione della I guerra mondiale per scopi bellici e successivamente ampliata e migliorata dall’Aem per la costruzione delle dighe oggi presenti. Fino ad allora era presente solamente una stretta mulattiera che concludeva con dei gradoni verticali che consentivano di superare lo strapiombo e giungere proprio in mezzo alle due torri. Anticamente infatti non esistevano le attuali gallerie scavate nella roccia e l’unico modo per riuscire a raggiungere il valico era passando per il precipizio.

Passava di qui infatti l’antica Via Imperiale d’Alemagna che era un tempo, assieme alla Via Maestra dell’Ombraglio, l’unica via che metteva in comunicazione l’Alta Valtellina e i paesi d’oltralpe. Era una semplice mulattiera alpina che si inerpicava per la Valle di Fraele e raggiungeva la Val Monastero, in territorio svizzero, oltrepassando la Val Mora.

Attraverso quest’ardita via, menzionata fin dal XII secolo, transitavano tutte le merci che erano dirette in Svizzera, Austria e Germania.

L’antico percorso passava come accennato attraverso le Torri di Fraele alle quali si accedeva solamente tramite dei gradoni di legno infissi nella roccia sottostante.

Tali gradoni non erano altro che delle traversine in legno aggrappate alla parete di roccia che, in caso di necessità, potevano essere velocemente rimosse in modo da non consentire più il transito. Proprio da queste scale deriva il nome del monte che le sovrasta.

Superato quest’ostacolo si raggiungeva quindi la Val Forcola che si attraversava interamente fino a giungere al Piz Umbrail e da lì al giogo di Santa Maria ove inizia la Val Monastero.

Il viaggio era molto lungo e faticoso e non era possibile compierlo quando la neve era abbondante.



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