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Bormio, 26/4/2017

 

“ Storia di Bormio: la vita di Pietro Pedranzini „

Stemma di Bormio Pietro Pedranzini, figura di spicco della vita bormina del secolo scorso, nacque a Bormio nel 1826 da una modesta famiglia di contadini e pastori.

Dopo un infanzia passata dividendosi tra lo studio presso il locale Ginnasio e la vita nei campi e sui pascoli in quota a ventidue anni si arruolò come volontario per la difesa del Passo Stelvio minacciato dagli austriaci (1848). Raggiunse subito il grado di sergente. Nominato assessore del Comune divenne componente della Commissione di Pubblica Sicurezza il cui compito era quello di allestire e gestire le difese contro la temuta invasione austriaca.

Nel 1859, quando il battaglione dei Cacciatori delle Alpi occupò Bormio costringendo gli Imperiali a ritirarsi ai Bagni Vecchi, Pedranzini si distinse nuovamente e, con l’aiuto del colonnello Nino Bixio, riuscì a catturare l’intero reparto austriaco asserragliato nell’albergo.

L’anno successivo venne nominato segretario comunale di Bormio, incarico che lasciò solamente in vecchiaia mantenendo la carica per ben 38 anni consecutivi.

Lo scoppio della III guerra d’Indipendenza causò nuovi e aspri scontri tra italiani ed austriaci nella zona e Pedranzini fu ancora una volta in prima linea.

La sua impresa più celebre avvenne l’11 luglio del 1866: riuscì a catturare, con soli quattro uomini, un intero reparto di 65 austriaci che si erano barricati nella zona della Prima Cantoniera dello Stelvio. Riuscì nell’impresa con uno stratagemma che permise di cogliere il nemico alle spalle: partito da Bormio alle tre del mattino con i suoi uomini riuscì a valicare il Monte Reit, attraverso il passo che è oggi a lui intitolato, e ridiscendere dall’altro lato al di sopra della casa cantoniera.

Data la notevole inferiorità numerica, utilizzando ancora una volta il suo acume, mise in atto un piano che si rivelò vincente. Fece disporre i pochi uomini tra le rocce con l’ordine di far rotolare una gran quantità di massi e di sparare nel frattempo più che potevano. Gli austriaci, credendosi accerchiati, non opposero resistenza e Pedranzini potè irrompere nel loro rifugio catturandoli.

Quest’impresa, oltre al soprannome di “Garibaldi della Reit” gli valse la medaglia d’oro al valor militare.

Si spense nel suo letto il tre settembre 1903.



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