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Bormio, 28/3/2017

 

“ Storia di Bormio: Consiglio del Popolo „

Stemma di Bormio Durante il fiorente periodo di completa autonomia, in cui Bormio assunse anche il nome di Contea a sottolinearne la totale indipendenza, il governo del paese era esercitato dal Consiglio del Popolo. Formato dai più importanti capifamiglia di Bormio e Valli, scelti come propri rappresentati all’interno di ogni reparto, aveva le funzioni di un vero e proprio governo.

Con l’aumentare dei suoi membri (si arrivò sino a 120) il Consiglio Maggiore cominciò a nominare un Consiglio minore che si occupava di questioni precise ed aveva funzioni più specifiche.

Il luogo dove si radunava il Consiglio del Popolo era l’antico Kuerc nella piazza principale di Bormio. Sotto questa tettoia si prendevano in maniera collegiale tutte le decisioni riguardanti il paese tra le quali anche la gestione dei beni comunali e l’ elezione delle principali cariche pubbliche. Le deliberazioni assunte da quest’assemblea popolare venivano quindi trascritte negli statuti civili e penali, in vigore sin dal 1300, diventando legge a tutti gli effetti.

I consiglieri sedevano sulla panca in legno (conservata ancor oggi) posta lungo tutto il perimetro della caratteristica tettoia. Le adunate erano pubbliche e la gente stava in piedi nella piazza.

Per convocare l’assemblea veniva suonata la grande campana posta sulla torre civica: la Bajona.

Al di sopra del Consiglio del Popolo vi era la figura del Podestà. La sua però era una carica poco più che simbolica: era il Consiglio del Popolo ad esercitare effettivamente il potere legislativo.

Questa carica veniva normalmente affidata dalla potenza dominante del periodo ad un proprio funzionario che si limitava ad una sorta di controllo sul governo del paese. Nei periodi di maggior autonomia il Podestà veniva addirittura nominato liberamente dai bormini stessi.



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