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Bormio, 21/8/2017

 

“ Guida di Bormio - Via De Simoni „

Dirigendosi dalla Piazza Cavour in via De Simoni, antica Via Mayor, ci si imbatte subito in casa De Bruni. Quest’edificio presenta una muratura in blocchi di pietra e finestre a sesto acuto realizzate con blocchi di pietra rosata. Sopra il palazzo, fino al crollo nel 1885, si ergeva una torre chiamata “Torre del Verona”.

Via De Simoni - Bormio



Poco innanzi, lungo la via, si può ammirare la chiesa di Sant’ Ignazio e il complesso che un tempo era il Ginnasio, gestito dai Gesuiti sin a partire dal 1632. Chiamato anche Palazzo degli Alberti, l’edificio, di origine medioevale, ha subito delle modifiche nel corso del tempo e la mescolanza degli stili che si sono succeduti è ben visibile.

Poco innanzi, prospiciente la Via Roma, si trova la splendida Torre degli Alberti, risalente al XIII secolo.

Tornando in Via De Simoni, ci si imbatte in numerosi edifici che risalgono al cinquecento e presentano pregevoli affreschi, portali intarsiati e opere in ferro battuto tipiche della lavorazione del tempo. La zona è infatti ricca di antiche case patrizie: si segnalano in particolare casa Lumina (civico n. 36), sul cui portale principale, risalente al cinquecento e inserito in un rettangolo trabeato con frontone, vi è l'affresco raffigurante Castore e Polluce; casa Pradella (civico n.32), impreziosita da un magnifico portone ligneo dove, nella chiave di volta, vi è incastonato ancora lo stemma araldico della famiglia Foliani visibile solo parzialmente avendo subito una raschiatura, come accadde alla maggior parte degli stemmi nobiliari, per mano dei Giacobini durante la Repubblica Cisalpina, e casa Fiorini (civico n. 28) di stile rinascimentale con un bel portale a sesto acuto, impreziosito al centro da uno stemma e sostenuto da due pilastri.

Sempre sulla destra, poco avanti, si trova il palazzo dei Nesini (civico n. 42), nobile stirpe presente in Bormio fin dal XIII secolo. La facciata principale subì un integrale restauro nel 1919: l’intonaco, le lesene e le decorazioni che oggi vediamo, seppur fedeli all’originale, risalgono a quell’anno. L’interessante struttura interna è formata da chiusure orizzontali a volta: alcune composte, altre a botte o padiglione e da lunette che si alternano sui tre piani di cui è composto l’edificio. Le scale interne sono interamente realizzate con la tipica pietra locale e le inferriate a custodia delle finestre del fronte nord sono da considerarsi tra le più belle del paese.

Proseguendo, al civico n. 19 ci si imbatte in un pregevole portone in legno intagliato risalente al 600.

Sempre percorrendo Via De Simoni si giunge all’altezza del civico n. 27, un tempo dimora del giurista bormino Alberto De Simoni. L’abitazione reca la scritta “1677 Hostium – non ostium” sopra il caratteristico portone d’ingresso che immette in un piccolo brolo recintato da un alto muro.

In fronte ad essa vi è casa Berbenni (civico n. 29) dove nel 1700 dimorò il nobile Galeano Lechi, meglio conosciuto in queste zone come il “Conte Diavolo”.

Sul lato opposto, all’imbocco del vicolo Galilei, vi è casa Castellazzi (civico n. 1) su cui spicca un ampio portale al di sopra del quale vi è un affresco risalente al XVI secolo. L’affresco raffigura a sinistra del portone S. Cristoforo, a destra S. Barbara e al centro Dio Padre benedicente con ai lati L’angelo Annunciante e la Vergine. Quest’opera si ritiene sia di G. Andrea De Magistris o di Cipriano Valorosa.

Di fronte si trova casa Spiller, ove un tempo risiedeva Gioacchino Alberti, che ha la tipica struttura di casa gentilizia su cui spiccano colonne e loggiati.

Alla fine della via si giunge alla graziosa chiesetta di Santa Barbara, posta all’incrocio della zona dei semafori, proseguamo quindi lungo Via San Vitale immettendoci nella Via Roma.

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