Bormio | Forte di Oga in Valdisotto 
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Bormio, 27/5/2017

 

“ Il Forte di Oga nei pressi di Bormio „



Il forte di Oga, (o forte Venini, in memoria del Cap. valtellinese insignito della medaglia d’oro al valor militare cui fu intitolato nel 1938) si trova in zona Dossaccio a 1740 metri di quota poco al di sopra della piccola frazione da cui prende il nome a pochi chilometri di Bormio.

Oggi facilmente raggiungibile, fu realizzato tra il 1909 e 1912 per la difesa del confine italiano dalle possibili invasioni austro-ungariche.

La struttura fu realizzata studiando i più prestigiosi studi d’ingegneria militare del tempo tra cui quelli dell’esperto generale francese Brialmont.

Vennero utilizzati enormi e solidi blocchi di pietra su cui venne gettato uno spesso strato di cemento misto a ghiaia e sabbia. Proprio per il trasporto di questi materiali necessari alla sua costruzione venne realizzata l’attuale strada che ancor’oggi porta al Forte. Strada che, a quel tempo, era disseminata di numerosi tranelli per renderlo inespugnabile.

Era dotato di 4 cannoni (con gittata di oltre 13 km) che tenevano costantemente sotto tiro le linee avanzate austriache che si trovavano sui ghiacciai dello Stelvio, dietro il monte Reit, posto proprio in fronte al Forte.

Altri cannoni, posizionati più in basso, erano invece puntati sulla strada dello Stelvio, pronti ad intervenire qualora la linea di fronte italiana avesse ceduto.

La zona del Dossaccio fu prescelta per la costruzione in quanto, oltre ad essere particolarmente riparata da possibili attacchi nemici (non fu infatti mai individuato), permetteva di colpire in tutte le direzioni, dalla Valfurva al Passo del Foscagno grazie anche alle particolari torrette girevoli su cui erano posizionati i pezzi d’artiglieria pesante.

Per poter calibrare le gittate dei proiettili venivano prima utilizzati dei traccianti e poi, in base alle indicazioni che fornivano le prime linee, si calcolava l’esatta gittata per colpire le trincee nemiche. I colpi sparati dal forte furono fondamentali per permettere agli italiani di riconquistare lo Scorluzzo, importante punto strategico dalla cui vetta erano stati cacciati.

Rimase operativo anche nel corso della II guerra mondiale e venne disarmato completamente solo nel 1958.

Recentemente ristrutturato è stato riaperto al pubblico nell’estate del 2004.